grazie, Carlo Abarth

L'Autobianchi A 112 Abarth è l’ultima vettura al cui sviluppo partecipò direttamente Carlo Abarth in persona, dal 1969 al 1971.

Tutte le auto che successivamente porteranno lo storico nome Abarth, dalla Fiat 124 del 1973 alle recenti Grande Punto e 500, utilizzeranno solo un marchio di grande fama, ma non potranno vantare di essere state pensate dal grande tecnico e progettista.

 

Carlo Abarth

Carlo Abarth è nato a Vienna il 15 novembre 1908 ma è italiano, avendo (il padre era originario di Merano) ottenuto la cittadinanza italiana nel 1945, e convertendo il suo nome da Karl a Carlo, appunto.

 

Apprendista meccanico a 19 anni presso una fabbrica di motociclette, a 20 anni debutta nelle gare motociclistiche, diventa poi collaudatore e quindi pilota ufficiale.

 

Nell’ottobre 1939 a Lubiana è vittima di un incidente in una gara di sidecar, che lo costringe ad abbandonare lo sport motociclistico.

 

Si stabilisce in Jugoslavia come direttore di un'officina meccanica.

A guerra terminata nel 1945 si trasferisce a Merano, presso il padre.

Nel 1946 ottiene per l'Italia la rappresentanza delle vetture e dei brevetti Porsche.

Nel 1947 viene nominato direttore tecnico e sportivo della Cisitalia ed il 31 marzo 1949, subentrandone al fallimento la trasforma, in società con Armando Scagliarini, in Abarth & C.

 

Emblema della nuova fabbrica di Via Trecate 10 a Torino è lo scorpione, il simbolo astrologico di Carlo Abarth.

 

marmitta Abarth

La costruzione delle marmitte, che poi finirà per costituire una delle attività di base dell'azienda, nasce dal desiderio di Abarth di creare un'attività che sostenga il peso delle corse e delle sperimentazioni.

 

A dimostrazione dell'importanza che le marmitte hanno rappresentato per l'Abarth, è sufficiente dire che dal '49 al '71 ne sono state costruite tre milioni e mezzo, per 345 diversi tipi di vetture.

 

Carlo Abarth respinge energicamente gli appellativi di "truccatore" e di "mago" bensì si attribuisce il merito di saper trarre dai motori, spesso aumentandone la cilindrata, qualità e rendimenti che la grande produzione di serie non consente di fare.

 

Nel 1955, superato il duro periodo iniziale, l'attività della Abarth si consolida diversificandosi in quattro rami distinti:

elaborazione di modelli prodotti in gran serie,

macchine da record,

vetture sport interamente progettate e costruite in casa,

produzione di marmitte.

 

Dal 15 ottobre 1971 l'Abarth & C. entra a far parte del gruppo Fiat e Carlo Abarth, pur con un incarico di consulente, lascia l’azienda per ritirarsi in Austria.

 

Nella struttura inaugurata nel 1958 dal fondatore Carlo Abarth, in corso Marche 38 a Torino, la Fiat per lungo tempo continuerà ad occuparsi dell'elaborazione di vetture di serie, della costruzione di marmitte, accessori, e di monoposto per la Formula Italia.

 

Carlo Abarth muore a Vienna, il 23 ottobre 1979.

 

Due anni più tardi scompare ufficialmente la Abarth & C.