(Si parla del Revival Valpantena 2011, ndw)
Mercoledì sera avevo già preparato tutto.
Taniche benzina, bagagli, cronometri, attrezzi....
La mattina del giovedì passo a prendere il carrello da un amico.
E' la prima volta che lo uso sulla mia macchina, a cui ho fatto montare il gancio 3 mesi fa.
Aggancio il rimorchio, fisso la targa ripetitrice "self made" e provo le luci.
Non va un cazzo nulla.
Frecce niente, stop niente.
Solo le posizioni funzionano, fortunatamente.
Lo sapevo, la solita sfiga, la trasferta inizia male.
Non c'è tempo per fare nulla, parto così, cercherò nel tragitto di andare piano e spostarmi e rallentare molto lentamente.
Carico il 12 sul carrello, scatto una foto ricordo e mi metto in marcia.
Squilla il telefono, è Lucia Fanti.
"Dove sei?"
"Vicino Firenze, ma ho le luci del carrello che non funzionano"
"Niente paura, troviamoci al primo autogrill dopo Bologna che mangiamo un boccone e poi ti scorto fino a Grezzana"
Solidarietà regolaristica......
In autogrill si entra già in clima gara.
Lei navigherà Maurizio Senna, uno dei papabili alla vittoria finale, su una BMW (scavessi assicurati) ed è carica come una molla.
Io non sono da meno, non vedo l'ora di guidare in prova la Trofeo.
Il viaggio procede bene e arriviamo con calma all'agriturismo La Costa, a 1 km dalle Cantine Bertani (luogo del parco chiuso), dove abbiamo prenotato in molti amici.
In Agriturismo sono già arrivati Pagni e consorte, in serata si aggiungono Berti e Piga, e ci rilassiamo a cena mangiando da favola.
Dopo il meritato riposo, arriva la mattnia di giovedì, ci siamo!
Arriva Cavicchioli, il mio naviga, anche lui carichissimo ed entusiasta.
Verifiche, pranzettino in osteria tutti insieme a far casino, e infine ci caliamo nei panni di concorrenti. Non c'è più spazio per il cazzeggio, adesso serve concentrazione.
Controllo strumenti, tempi, tabelle co, caschi, interfono, regolazione cinture: tutto a posto, si parte.
Ci fiondiamo come missili allo start della prova N° 1, Busoni.
Li ci attende un capoprova d'eccezione, Leo Fabbri!
Vederlo mi fa piacere, ha un volto rassicurante.
"ragazzi attenzione a 800 metri c'è un veicolo fermo....andate e divertitevi"
5,4,3,2,1...Via!
La Trofeo parte veloce e si arrampica bene, i megalux illuminano a giorno la strada.
Pubblico presente, partecipe: è tutto bellissimo.
Non abbiamo provato, andiamo senza note, a vista, e la strada non la conosciamo. Infatti ci salvano due nerissime strisce di gomma sull'asfalto che tirano dritto mentre la strada piega a destra: rallento ed in fatti era una infida destra inizialmente aperta che chiudeva d'improvviso.
Meno male, altrimenti le strisce le avrei lasciate io.....
Arriviamo con buon anticipo, spengo l'interfono per sentire in cuffia solo il beep della scansione del cronometro e passo.
Il passaggio mi viene bene, ma forse un pelo in ritardo.
Al controllo stop danno il tempo: ZERO.
Ottimo, si inizia bene, ma capisco che probabilmente la sincronizzazione è un pò in anticipo rispetto al mio strumento.
Andiamo su Casotti, tortuosa.
C'è la prova di media, al breafing ci hanno detto che non fa classifica, ma se si dovesse essere troppo in anticipo vi sarebbero state penalità.
Cavicchio si è preparato una tabella con dei riscontri ogni 300 metri, la prova di media è lunga 1800, la prova 5Km e spiccioli.
Purtroppo il secondo tratto è tortuosissimo, mentre il primo, dove avremmo potuto mettere secondi in banca da spendere per un passaggio tranquillo, era un misto veloce.
La cosa mi preoccupa, ed ero abbastanza riluttante ad andare piano nel primo tratto, che mi avrebbe permesso invece di poter affrontare senza rischiare troppo il secondo.
Partiamo, e al secondo rilevamento sento nell'interfono Cavicchio che dice:" sei in anticipo".
Eccheccazzo!
Di già?
Rallento, ma mi sentivo un leone in gabbia.
"sei sempre in anticipo" al rilevamento dopo.
Rallento ancora.....ma mi sentivo morire, era contro natura.
E il tempo passava....
"ancora un pò in anticipo"
"Cavicchio mo basta, io adesso vado, m'importa una sega!"
Inizio a tirare, mi sentivo in ritardo.
Tiro anche troppo, ed infatti faccio un dritto (andando a vista è il minimo che ti può capitare).
Mi convinco dentro di me che questa costrizione delle medie dentro le prove a tubi è una grande cazzata, anche pericolosa.
Arriviamo comunque in tempo, ma con molto meno anticipo che nella prima prova.
Al cartello giallo il tubo non si vede.
Mi ricordo di essere anche un regolarista "classico" e metto in campo quello che ho imparato : parto PARECCHIO prima, e vado a caccia del tubo.
Infatti la postazione dei cronometristi era quasi a 100 metri.
Riesco a fare un passaggio buono, che avevo "battezzato" come un +1 o un +2.
Allo stop invece ci danno un "-4"
Allora la sensazione della prima prova era giusta, c'è un pò di asincronia tra lo strumento mio e i cronometristi.
Non avendo simpatia per starare gli strumenti, decido di fare i passaggi successivi cercando di ritardare un pelo.
Dopo le prime due prove, ci buttiamo nel lungo trasferimento verso Verona, dove andiamo a fare la prova spettacolo alla Fiera.
Nel tragitto abbiamo modo di scaricare un pò di tensione
La prova della Fiera è l'unica che non mi è piaciuta, poco divertente e faticosissima.
Un tortuoso toboga da percorrere tre volte.
Al secondo giro il pensiero di doverne fare un altro mi gettava nello sconforto.
Arrivo al giallo con molto anticipo, ma sfinito, ansimante, cone le braccia doloranti.
Il rilevamento è dopo un angolo a 90° stretto, e il tubo è storto in favore del lato destro.
"E mo che faccio?"
Già i cronometri sono in anticipo, poi anticipo sicuramente perchè passo sulla ruota destra......decido di passare in ritardo, ma non riesco a regolarmi perchè il passaggio è fatto quasi da fermo......risultato: +13.
CAZZO!
Penso di aver buttato via la gara, ma Cavicchio mi conforta: "Skorpio, stiamo andando bene, non preoccuparti.....in fondo abbiamo 17 penalità in tre passaggi.....è la media del 5 e mezzo non è da buttare in una sport....vedrai che recuperiamo!"
Riesco a tranquillizzarmi ed arriviamo alle Cantine Bertani, dove lasciamo la macchina in parco chiuso per la notte.
La mattina dopo ci alziamo con calma, con il numero 312 partiremo tardissimo.
Facciamo una bella colazione e ci avviamo alle cantine per partire.
C'è ancora tempo però, e allora si fa un pò di salotto, due chiacchere, si guardano tutte le altre macchine, alcune veramente meravigliose.
La prima prova della mattina è la mitica San Francesco.
Il clima allo start PS è da rally.
Auto in fila, navigatori con la tabella in mano ad aspettare la loro ora al tavolo del CO, capoprova, commissari, pubblico....
Non vivevo simili sensazioni da anni, ero contento.
Sapevo che a poche centinaia di metri dallo start c'era la curva in piazza con il pubblico.
Parto forte, riuscendo a mettere tre marce e ad arrivare circa sui 100Km/h in piazza, per infilarmi in mezzo alle case di seconda in accelerazione, in culo alla media!
Chi se ne frega, la sensazione era stupenda!
La prova è bellissima, un misto veloce piacevolissimo fino a arrivare ai famosi tornanti dove c'era un pubblico tipo mondiale.
Qui invece decido di non fare cazzate, passo in modo veloce e senza perdite di tempo ma senza spettacolo.
Entro in piazza, do uno sguardo al cronometro e vedo che l'anticipo è quasi 3 minuti, un tempo che mi permette un pò di tranquillità anche in caso di un testacoda.
Decido di fare quindi il giro di boa di freno a mano, ma averlo tirato non produce alcun effetto, in pratica non va.
Passo quindi dal paventato traverso al quasi dritto, non facendo prorpio un figurone, per cui giro a destra dove c'è il fine prova senza osare altro.
Faccio il passaggio: -2
Ottimo.
Ci spostiamo su Pergari, ma prima ci fermiamo all'assistenza della Scaligera Rallye, perfettamente schierata, sulla strada come una volta e non nei parchi assistenza: tutt'altro fascino!
Avvertiamo i meccanici che è tutto ok, e che ci fermeremo al giro successivo per rifornire.
Prima di fare la prova di Praole ci fermiamo a fare un riordino e facciamo i criceti nella ruota in un piazzale, la mente però è sul fondo sconnesso della prova successiva e sul chilometro di sterrato che ci aspetta.
Arriviamo alla prova e partiamo, veloci.
Ci fermiamo (letteralmente!) solo al ponticello, non si sa mai.
Inizia lo sterrato, è buono, compatto, la macchina "ci sta".
Lo passiamo rapidamente e iniziano le serie di tornanti, poi il paese e l'incrocio a "T" pieno di gente. Emozionante.
Gli ultimi chilometri sono un'autostrada, larga, misto veloce, divertentissima.
Anche qui terminiamo con larghissimo anticipo e passiamo al rilevamento con un 4.
Bene, prendo fiducia ed inizio a pensare che ci si possa fare, devo solo continuare così.
La gara scorre, e scende la sera, di nuovo il buio, e anche un pò di stanchezza.
Facciamo un altro giro, che va discretamente bene, a parte un "8".
Arriviamo a Villa Arvedi per la cena, penultimo CO prima dell'arrivo.
Siamo stanchi, ma soddisfatti, consapevoli di avere fatto sicuramente una buona gara, di essere probabilmente in ottima posizione in classifica.
Ci rilassiamo con il risotto all'amarone e due chiacchere, ma in tutti i tavoli i tablet connessi ad internet erano molti, e sul sito della Cronocar i risultati già c'erano, ufficiosi.
Si avvicina sornione Enrico Coan, e mi fa: "Complimenti".
Lì ho capito che forse era fatta, che il sogno di vincere il Valpantena si era avverato.
Roberto Ricci