Negli anni ’80, a differenza forse di oggi, era un po’ più difficile dal punto di vista economico correre in macchina e fare rally.
Il Trofeo 112 da questo punto di vista era strutturato abbastanza bene perchè i premi in denaro, venivano erogati alla fine di ogni gara e girone e quindi questo permetteva a molti di noi di proseguire nel Campionato.
Per quanto riguarda l’assistenza non c’era l’esasperazione che c’è oggi.
Se avevi un guaio tecnico importante l’unica alternativa era che ti fermavi, altrimenti per cambio gomme, benzina e altro erano più che sufficienti i soliti amici che ti aiutavano anche a ripristinare la macchina dopo ogni gara.
Così fu anche nel 1982 quando assieme a Pietro Corredig affrontammo il 24° Rallye di Sanremo, gara valida per il Campionato del Mondo quindi con la presenza di tutte le squadre ufficiali.
Ovviamente i piloti del Trofeo correvano, come di consuetudine, solamente l’ultima tappa del rally ma per le piccole 112 era comunque impegnativo soprattutto pensando ai 35 chilometri della prima prova speciale di San Romolo.
Essendo dunque il Sanremo una delle ultime gare di stagione il budget a disposizione era oramai ai minimi termini per cui la nostra assistenza era l’amico, sì uno solo!, Ugo arrivato a San Remo in treno dal Friuli il giorno prima della gara.
L’auto di assistenza era il muletto che ci aveva permesso di fare le ricognizioni nei giorni precedenti e che avevo guidato, solo, partendo dal Friuli mentre in quella occasione Corredig aveva portato l’auto da gara sul carrello e, vi assicuro, era già un lusso.
Ricordo che sul palco di partenza la simpatica Luisella Berrino speaker della manifestazione ci chiese dell’assistenza e si meravigliò non poco quando gli dicemmo che avevamo un amico che ci aspettava con il muletto e con gomme, benzina e tutto il resto lungo il percorso.
Da Sanremo Cannobbio-“Micky”, i primi del Trofeo 112, partivano alle 23,05 quindi almeno metà gara si svolgeva di notte.
Dopo aver affrontato la prima speciale, foratura e cambio gomma (Pirelli P6) in prova in circa 4 minuti, c’era da affrontare la prova di Colle d’ Oggia.
Avevamo stabilito, e non c’erano certo i cellulari a quel tempo, che Ugo ci raggiungesse proprio a Carpasio in piazza del Municipio poco prima della P.S.
C’era anche necessità di sostituire le pastiglie dei freni perché la frenata non era buona.
Arriviamo in questa piazza e troviamo Ugo che, dispiaciuto, ci dice che non arriva a passare con il muletto(e quindi con tutta la roba dentro) perché purtroppo c’è tanta gente ed è tutto bloccato e non si riesce proprio a passare con l’auto.
Per fortuna l’auto non è molto lontano e Ugo va a recuperare il sollevatore a carrello, un paio di gomme e qualche chiave per poter farci assistenza.
E’ notte fonda e ai margini della piazza ci sono i furgoni dell’assistenza di Walter Rohrl che correva con una Opel Ascona 400 con il colori della Rothmans.
Qualcuno dei meccanici si sta riposando in attesa del prossimo passaggio di Rohrl, altri mangiano un panino.
Uno di loro si incuriosisce vedendoci lavorare sul 112 e capisce le nostre difficoltà fra il buio, la mancanza di attrezzi, etc. In tedesco ci chiede qualche cosa ma pur non conoscendo la lingua ci capiamo al volo.
A quel punto ricordo un bellissimo “schnell, schnell” seguito da qualche cosa di incomprensibile e, pare essere sul set di un film, sentiamo mettersi in moto i generatori, la piazza si illumina a giorno e 3 o 4 meccanici che arrivano con avvitatori, crik e tutto l’occorrente.
Ovviamente a questo punto anche la gente si avvicina al nostro 112 incuriositi da tanta confusione.
Non so Pietro, ma io in quel momento mi sono sentito tanto importante!
‘Forse’ le pinze dei freni del 112 sono un po’ diverse da quelle della Opel Ascona 400 ma basta un’indicazione di Corredig al meccanico della Opel e tutto fila liscio e riusciamo a fare una completa assistenza al giocattolino che ci permette di affrontare nel migliore dei modi le prove speciali successive.
Con le gomme ‘spaiate’, causa la foratura, anche nella successiva prova speciale prendiamo 20 secondi dal primo del Trofeo ma poi nelle successive, ‘gasati’ da quanto successo, facciamo registrare ottimi tempi, soprattutto su Col Langan dove arriviamo a fine prova speciale senza freni creando panico fra i cronometristi perché non riusciamo a fermarci al controllo stop e c’è un’auto ferma davanti al loro tavolino.
A fine gara arriviamo a 4’ e 38” dai vincitori De Paoli - Gargiulo e senza la foratura potevamo essere sul podio.
Ci consola e ci esalta però il fatto di aver avuto per una volta “l’assistenza ufficiale” e aver avuto così tanti meccanici che si occupavano del nostro 112.
Il rammarico, semmai, di quella indimenticabile assistenza è solo quello di non avere una fotografia, una testimonianza di quanto accaduto ma se qualcuno leggendo questo articolo trova qualche cosa sulla A-112 con il numero di gara 207, anno 1982, 24° RALLYE di SANREMO, gliene sarei(saremo) infinitamente grato(i).
Fabrizio Zugliano