Introduzione

Nel 1976, a Torino, si pensa al futuro dei rally.

Nasce, cosi alla Lancia l'idea del trofeo monomarca, una formula che negli anni a venire si dimostrerà vincente e permetterà ai giovani di avvicinarsi a questa specialità dell'automobilismo sportivo con una spesa contenuta.

L'idea è semplice. Per mettere insieme un vivaio dal quale possano emergere i futuri campioni servono:
una vettura di cilindrata contenuta, molto robusta, per limitare i costi di messa a punto e gestione;
un kit di preparazione per la sicurezza (roll-bar, estintore, cinture di sicurezza, proiettori supplementari, paracoppa dell'olio) appositamente studiato e venduto a prezzo politico grazie anche all'intervento di sponsor tecnici;
sconti sull'acquisto dell'automobile, dei ricambi e dei pneumatici;
e per finire un regolamento severo che limiti rigorosamente la trasformazione delle parti meccaniche, mettendo tutti i concorrenti su un piano di parità e la possibilità per i commissari di eseguire controlli tecnici durante le gare.

Queste ultime si disputano nell'ambito di rally internazionali, con percorsi di chilometraggio ridotto e prevedono iscrizioni scontate.

È consentito l'uso di due soli tipi di pneumatico: una copertura intermedia per l'asfalto sia asciutto che bagnato, una seconda (l'M+S) profondamente scolpita per sterrato e neve.

Il monte premi è ricco e cumulabile gara dopo gara, ma per i giovani concorrenti il vero stimolo è rappresentato dalla promessa di assicurare al vincitore un'automobile ufficiale per aprire la stagione rallistica successiva, offrendogli così la possibilità di mettersi in evidenza.

La vettura scelta per il nuovo trofeo è la Autobianchi A112 Abarth. Piccola, scattante, affidabile e di facile manutenzione, ha un motore di 1050 cm3 che eroga 70 CV. Non sono moltissimi, ma dato il favorevole rapporto peso-potenza sono più che sufficienti per divertirsi sulle salite delle prove speciali e scatenarsi in discesa contando sull'ottima frenata consentita dai dischi anteriori.

La formula debutta nel 1977 e si rivela subito vincente.
Seguiranno altre sette edizioni consecutive, fino al 1984 quando la piccola Autobianchi, ormai a fine carriera commerciale, verrà sostituita dalla nuova Fiat Uno 70. Ma non sarà più la stessa cosa.

A distanza di alcuni decenni, è possibile fare una analisi di quegli anni irripetibili.

Le prime edizioni furono le più affollate di partecipanti, le più combattute ed affascinanti.
Il gruppo Fiat – Lancia offriva concrete possibilità di carriera ai vincitori (e talvolta anche ad altri meritevoli) e questo portava l’agonismo e l’impegno ai massimi livelli consentiti (ed anche oltre) dalla piccola A 112 Abarth 70HP.
Senza nulla togliere al valore di partecipanti e vincitori delle ultime edizioni, dopo il 1980 iniziò ad affiorare qualche segno di cedimento, reso ancor più evidente dal disimpegno del Gruppo Fiat rispetto ai programmi futuri dei vincitori.

Il Campionato A 112 Abarth, che stranamente tutti hanno sempre familiarmente preferito chiamarlo “Trofeo”, fu anche teatro di forti dualismi e contrapposizioni: tra piloti del nord-est e del nord-ovest, tra scuderie (la Grifone di Genova ed il Jolly Club di Milano), tra preparatori come Albanese e Nocentini, tra piloti “accasati” con scuderie e concessionari contro “privati” che si facevano quasi tutto in casa.

Anche le Concessionarie Lancia – Autobianchi giocarono un ruolo significativo. In particolare la Mocauto di Milano, in stretta collaborazione con il Jolly Club ed il preparatore Mauro Nocentini profuse grande impegno nel supportare molti forti piloti, ma agguantò solo un titolo, nel ’79 con Cunico, contro i due (’77 e ’78) conquistati dalla Grifone, feudo della famiglia dei “farmacisti” Tabaton.

I preparatori più noti e vincenti nei vari anni del Trofeo furono:
- Nocentini di Milano
- Albanese di Genova
- Rubini di Piacenza
- Bosato di Torino
- Sartori di Treviso
- Lanzutti di Udine
- University Motors di Genova

Ciò che rimarrà un segno distintivo di tutte le edizioni sarà il clima impareggiabile che si respirava nel “Trofeo”. Agonismo accesissimo sulle prove speciali ma allegria, goliardia e spirito cameratesco quando il casco non era allacciato in testa. Ricognizioni (talvolta anche troppe e troppo veloci…) in gruppi di vari concorrenti, stessi alberghi e ristoranti frequentati da molti equipaggi, grande disponibilità ad aiutarsi reciprocamente tanto quanto nessuno voleva cedere neanche un secondo all’avversario in gara. Poi, dopo il primo anno, i trofeisti si ritrovavano con gli ex colleghi passati nelle squadre ufficiali, ma ancora legati alla mitica A 112, ed il gruppo si allargava, unendo i campioni ai ragazzini.

Tempi mitici, quelli del Trofeo…

Riepilogo Annate

(clicca sull'anno o sul pilota per visualizzarlo)
ANNO VINCITORE
1977 Attilio Bettega
1978 Fabrizio Tabaton
1979 Gianfranco Cunico
1980 Michele Cinotto
1981 Paolo Fabrizio Fabbri
1982 Daniele Signori
1983 Piero Canobbio
1984 Pietro Corredig

il kit di preparazione

i plurivincitori del Trofeo

  • 10 vittorie:
    Canobbio
  • 8 vittorie:
    Cunico
  • 5 vittorie:
    Bettega, Cinotto
  • 4 vittorie:
    Fabbri, Fusaro
  • 3 vittorie:
    Capone, Carini, Comelli, Perugia, Pizio, Tabaton
  • 2 vittorie:
    Caneva, Carrera, De Paoli, Lago, Signori, Zini
  • Seguono altri 19 piloti con una vittoria ciascuno.

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