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E' il dicembre del 1977 quando viene lanciata l’innovativa quarta serie, capostipite delle cosiddette “telaio B”.
E’ la serie più controversa: rappresenta un deciso passo in avanti rispetto al precedente “telaio A”, ma manca ancora della maturità raggiunta con le tre serie successive; ciononostante rappresenta l’ultima serie ancora parzialmente immune dal processo progressivo di “plasticizzazione”, che seguirà di lì a poco con risultati non sempre positivi.
Le novità estetiche sono molte e significative: tra queste il padiglione rialzato di 20 mm e con bordo squadrato, il nuovo disegno del frontale e dei gruppi ottici posteriori, le fasce paracolpi laterali ed i nuovi paraurti senza inserti cromati (quello anteriore include un piccolo spoiler). La nuova e vistosa bombatura come presa d’aria dinamica sul cofano motore, dotato di una argentea targhetta “Abarth” sul lato sinistro, rimarrà segno distintivo di tutte le Abarth da questa serie sino a fine produzione.
La particolare forma della calandra anteriore e dei gruppi ottici posteriori, tutti con le estremità rivolte all’insù come degli occhi a mandorla, le fanno guadagnare tra gli appassionati il simpatico soprannome di "cinesina".
Le maniglie ora sono nere con la parte mobile cromata, mentre i lampeggiatori laterali diventano rettangolari. Interamente neri e di diversa foggia sono anche i nuovi sfoghi aria sui montanti posteriori. Il cielo dell’abitacolo perde il morbido rivestimento nero traforato in favore di un rigido preformato in colore beige con plafoniera al centro.
Scompaiono le cornici cromate di parabrezza, lunotto e deflettori; viceversa, cromato è il nuovo profilo del gocciolatoio.
Il portellone, la cui maniglia è nera e non più cromata, è ora sostenuto all’apertura da due pistoncini a gas. I ganci dei vetri a compasso posteriori hanno un più affidabile perno passante e non più incollato.
Il tappo serbatoio benzina guadagna la chiusura con chiave.
La meccanica vede numerose piccole migliorie, dai rapporti e leveraggio del cambio all'impianto elettrico, ove l’alternatore diventa ora da 45 A con regolatore incorporato.
Modificati i supporti motore ed anche il comando dell’acceleratore, ora a cavo; di conseguenza muta anche il coperchio punterie, ora con una scritta Abarth più piccola; per il carburatore, si passa al rinnovato Weber 32 DMTR 38/250.
Scompare il servofreno sulle ruote anteriori, presente sulle serie precedenti, e viene sostituito con una pompa ad azione differenziata, detta anche “miniservo”, prodotta dalla Bendix.
Gli interni trovano una plancia completamente rinnovata, di colore marrone, comprendente il vano per l'autoradio ed un portaoggetti, entrambi dotati di sportello.
Il cruscotto ha ora gli strumenti squadrati, e della stessa forma sono i tre strumenti supplementari, spostati in posizione più bassa e di poco agevole lettura, sotto i comandi dell’aerazione. Il lavavetri anteriore diventa elettrico ed i fusibili (che nelle serie precedenti erano alloggiati nella parte destra della plancia) vengono trasferiti sul lato sinistro del vano motore, nei pressi della batteria. Il vano bagagli è ora foderato in moquette marrone e non più in plastica nera o colorata.
Il volante perde il pregiato rivestimento in pelle, sostituito da una più economica corona in finta pelle poliuretanica con finte cuciture ma comunque di buon effetto estetico e qualitativo, tale da renderlo difficilmente distinguibile dal precedente.
Al contrario delle due serie precedenti la selleria ed i pannelli vengono quasi unificati per tutti i colori di carrozzeria: solo beige, con inserti centrali in velluto beige, marrone o blu; su richiesta si potevano anche avere i sedili interamente in skai beige, oggi rarissimi.
Oltre alla plancia, anche la moquette interna e le altre parti in plastica sono marroni (ad esempio la cappelliera, la leva cambio ed il portaoggetti).
Come optional sono disponibili i cerchi in magnesio Cromodora CD 57: in realtà al lancio erano previsti i nuovi cerchi in alluminio Cromodora/Speedline CD 63, ma di fatto gran parte degli esemplari furono dotati della vecchia versione, ancora disponibile e di migliore qualità.
Altri optional: i vetri atermici con lunotto termico e il tergilunotto, privo però del necessario spruzzatore.
Ancora, troviamo tra gli optional le cinture di sicurezza anteriori (anche con arrotolatore), la vernice metallizzata e il cofano nero opaco (non su vernice metallizzata).
Durante il 1979 appaiono i primi telai con il longherone anteriore sinistro predisposto per il più ingombrante cambio a 5 marce, che sarebbe stato introdotto di lì a poco.
Poco prima del lancio della quinta serie viene prodotta una serie speciale limitata, nota come “Gold Ring”, di colore nero con una doppia striscia dorata all’altezza della linea di cintura.
Altra caratteristica di questa serie limitata sono i cerchi color oro, e dello stesso colore sono le scritte identificative ed i fregi della calandra; la presa d'aria sul cofano è già come quella che equipaggerà la serie successiva, quindi formata da una serie di listelli longitudinali.
All’interno si segnalano i sedili rivestiti con maggior impiego di velluto, in colore beige, rispetto alla versione normale.
Questa serie speciale è prodotta anche con l’allestimento Elegant, ma non sono noti i quantitativi prodotti.
Tipo telaio A 112 B2, tipo motore A 112 A2.000, tipo monoblocco 112AB.
Stima approssimativa degli esemplari prodotti: 26.000.
ultima revisione pagina: 28.01.2012