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Il primo prototipo di A 112 preparato da Carlo Abarth venne presentato a Torino nel marzo 1970.
Nel solco delle sue precedenti realizzazioni su basi Fiat o Simca, era una piccola bomba con parafanghi allargati, sedili anatomici, cerchi in magnesio e motore da 108 CV.
L’esemplare era troppo esasperato, ma suscitò comunque un certo interesse in casa Fiat, che aveva in animo una versione sportiva per la A 112 di 903cc da poco sul mercato.
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Abarth, nell’officina di Corso Marche, allora studiò due ulteriori prototipi, che fossero piu’ vicini ai desideri della Casa.
Uno da 74 CV con testa radiale ed un secondo con “soli” 64 cavalli, ma ancora con parafanghi allargati e cerchi maggiorati.
Lentamente stava prendendo forma la versione definitiva: depotenziata ulteriormente a 58 HP, abbandonati i passaruota aggiuntivi, ridotti i cerchi alle misure di serie, il modello era ormai pronto. Rimase solo la colorazione rosso/nera a testimoniare la continuità con l’ultimo prototipo di Carlo Abarth.
Quando venne lanciata sul mercato mantenne la denominazione Autobianchi, con il marchio Abarth in subordine, come a suggellare un definitivo passaggio di consegne.
La A 112 fu l’ultima creatura di Carlo Abarth ed al tempo stesso il primo modello commercializzato direttamente dal Gruppo Fiat con il marchio dello scorpione.
In questa foto di una versione preserie, si nota che stranamente il cofano è in tinta con la carrozzeria; i cerchi sono dei Fergat che vennero montati solamente su questo esemplare di preserie.
Il fatto che questa sia la stessa auto che poi troveremo, in piccolo, nel depliant ufficiale della prima serie, ha suscitato molti dubbi negli appassionati; ma possiamo finalmente dire, grazie all'aiuto di Francesco Panarotto, che la versione di serie non montò mai questi cerchi Fergat, ma solo quelli ben conosciuti che poi equipaggiarono le A112 Abarth ed E dalla prima alla terza serie.
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