Carlo Abarth
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Fondatore, con Armando Scagliarini, della Abarth & C. E' nato a Vienna il 15 novembre 1908, ma è italiano, avendo (il padre era originario di Merano) optato per la cittadinanza italiana sin dal 1918. Apprendista meccanico, a 19 anni, presso una fabbrica di motociclette, diventa poi collaudatore e quindi pilota ufficiale. Nel 1939, vittima di un incidente, abbandona lo sport motociclistico e si stabilisce in Jugoslavia come direttore di un'officina meccanica. A guerra terminata si trasferisce a Merano, presso il padre. Nel 1946 ottiene per l'Italia la concessione delle vetture e dei brevetti Porsche. Nel 1947 viene nominato direttore tecnico e sportivo della Cisitalia e nel '49 fonda la Casa che porta il suo nome. Emblema della nuova fabbrica di Via Trecate a Torino è lo scorpione, il simbolo astrologico di Carlo Abarth. La costruzione delle marmitte, che poi finirà per costituire una delle attività di base dell'azienda, nasce dal desiderio di Abarth di creare un'attività che sostenga il peso delle corse e delle sperimentazioni. A dimostrazione dell'importanza che le marmitte hanno rappresentato per l'Abarth, è sufficiente dire che dal '49 al '71 ne sono state costruite tre milioni e mezzo, per 345 diversi tipi di vetture. Carlo Abarth respinge energicamente gli appellativi di "truccatore" e di "mago" bensì si attribuisce il merito di saper trarre dai motori, spesso aumentandone la cilindrata, qualità e rendimenti che la grande produzione di serie non consente di fare. Nel 1955, superato il duro periodo iniziale, l'attività della Abarth si consolida diversificandosi in quattro rami distinti: elaborazione di modelli prodotti in gran serie, macchine da record, vetture sport interamente progettate e costruite in casa, produzione di marmitte. Dal 1° agosto 1971 l'Abarth & C. entra a far parte del gruppo Fiat ma la sua struttura e il suo nome rimangono invariati. Infatti la Abarth & C. continua ad occuparsi dell'elaborazione di vetture di serie, della costruzione di marmitte, accessori, e di monoposto per la Formula Italia. Rispetto al passato è però cessata la costruzione di macchine sport prototipo. In quest'ultimo reparto è stata trasferita la preparazione di vetture Fiat per i rally. |
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